martedì 23 ottobre 2012

Carlitos Espinoza parlaci un pò di te.

Ho 28 anni, vivo a Santiago de Chile. Studio, lavoro, gioco a biliardo e ballo Tango in quest’ordine. Sono programmatore multimediale e sto seguendo la facoltà di Ingegneria Informatica.


Carlitos innazitutto ti faccio i miei complimenti per il tuo modo di ballare che inoltre trovo abbastanza diverso rispetto a quello di altre coppie tanguere di “nuova generazione”.

Il tuo Tango arricchisce lo stile tradizionale milonguero con una dinamica e una ritmica molto interessanti.
Ci parli un pò della tua formazione Tanguera???

Grazie per il complimento… la mia formazione cominciò in un piccolo paese che si chiama “El bolsón” nei pressi di Bariloche in Argentina. Fu lì che conobbi Carlos Malone il mio primo maestro e uno dei migliori che ho avuto.

Successivamente ho fatto esperienze con altri maestri cercando sempre aspetti specifici in ognuno di loro.
Frequentai lezioni con Sergio Natario perchè mi piaceva molto il suo modo di camminare.
Poi Gavito, del quale mi piaceva l’abbraccio.
Con Gustavo Naveira feci un paio di lezioni perchè mi interessava la sua forma di rompere gli schemi.
Ho continuato in questo modo con vari altri Maestri.
Da qualche anno mi piace ballare “abrazado” dopo aver provato quasi tutto, canyengue, tango nuevo, salón, escenario, milonguero.
Per me tutti questi modi di ballare sono uguali. Gli si assegna un nome differente solo perchè si vedono in modo diverso ma, per me, meccanicamente sono uguali. Non ho niente contro nessuno di questi modi di ballare. Penso solo che sia una questione di gusti.
In quanto alla dinamica e alla ritmica credo che siano aspetti puramente personali.
Mi interessa molto l’aspetto dinamico del ballo, soprattutto che i movimenti fluiscano senza interruzioni.
Per quanto riguarda la componente ritmica, mi incanta la musica ed in special modo il Tango. Posso ascoltare mille volte un brano di Tango e sempre trovo cose nuove da inserire, basta solo farsi portare dalla musica.
Quando uno pensa al Tango ricorre l’idea che esista solo in Argentina invece ci sono moltissimi ballerini sudamericani (e non argentini) di livello molto alto.

Cosa sta succedendo in Cile con il Tango?


In questo momento in Cile si sta ballando veramente “lindo”. Il livello qui è cresciuto notevolmente.

Sono giunto in Cile sette anni fa perchè fino a 21 anni ho vissuto in Argentina. In quegli anni si ballava con abbraccio aperto e qualcuno ballava uno stile che qui chiamiamo “bonaerense”.
Poco a poco la qualità del ballo è cresciuta e adesso si possono trovare milonghe con un livello medio che non ha niente da invidiare a nessuno.
Questo è potuto accadere perchè c’è stata uno sforzo costante di portare professori dall’Argentina. Il merito di questo non va solo a me. Gavito, Sergio Natario y Alejandra Arrue, Javier y Andrea ed altri ancora hanno lasciato un segno importante. Li invitiamo con un gruppo di amici in modo che la gente possa vedere altri modi di ballare fornendo quindi uno stimolo a progredire. Tutto questo ci è costato un pò però personalmente mi piace molto. Poco alla volta la gente ha cominciato a conoscerci e a venirci a trovare da quasi tutto Europa sorprendendosi del livello di ballo.
Anche se non pratichiamo molti stili di tango, in quanto si balla prevalentemente il bonaerense e il milonguero, noi siamo comunque soddisfatti.
Nonostante sia venuti vari Maestri di Tango Nuevo, per chiamarlo così, non si è sviluppato un gran interesse.

Mi pare di capire che il tango non sia la tua principale occupazione nella vita ma che sia comunque la tua principale attività nel tempo libero. Hai mai pensato di dedicarti totalmente al Tango?

Non ho mai smesso di pensarlo e molte volte penso che sia veramente la mia principale occupazione. Con il tempo però questa idea si va perdendo.

El tango de tu vida

Ne ho molti che cambiano di settimana in settimana però credo che quello che preferisco sia Amarras de Juan D’arienzo con Maure
El Vals de tu vida
Sicuramente “Vals soñador” de Miguel Calo.
La milonga de tu vida
La milonga, Zorzal di Carlos Di Sarli 

Quali sono i ballerini che preferisci tra i giovani e meno giovani.

 I miei ballerini preferiti sono Osvaldo y Coca, Javier y Geraldine, Sebastian Arce y Mariana Montes

Pratichi un tango pieno di invenzioni che si sviluppa in modo avvolgente.

Qual’è la tua Idea del Tango?
La mia idea del Tango è sempre stata che dovrebbe essere qualcosa di fluido senza interruzioni, pensando sempre alla donna, ai suoi piedi, affinchè lei si senta e si veda quasi volare, avvolta, ballando fino alle fine, soavamente e a tratti in maniera aggressiva. Ma la cosa più importante è che appaia elegante non nel modo di vestire ma nella forma del ballo. In ogni caso la maggior parte delle volte è la musica che decide.

Stai seguendo una ricerca nel tuo stile di ballo? verso quale Tango???

Forse non ballo ancora come mi piacerebbe veramente ma alla fine ognuno balla innanzitutto come può e in seconda istanza come desidera. La verità è che non sono sicuro di cercare qualcosa, quello che so è che mi piace ballare. “Tengo un romance” con la musica, non mi stanco mai di ascoltarla scoprendo ogni volta cose diverse. E’ evidente che ci sono giorni nei quali ci si sente meglio e quindi si balla meglio.
Dato che non mi piacciono le coreografie dipendo completamente dai miei stati d’animo.
Credo di aver avuto dei buoni maestri che mi hanno dato la possibilità di decidere da solo offrendomi la opportunità di cambiare le cose a mio piacimento, lasciando o prendendo ciò che ritenevo giusto per me.

Internet vi ha permesso di raggiungere un pubblico straniero? Hai avuto un riscontro al tal proposito?

Si, credo che internet ci ha aperto le porte in molti luoghi permettendoci di conoscere molto gente e di visitare città che non avrei mai immaginato.
Di tutto questo sono molto riconoscente.

Carlitos

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